Valore aggiunto: Rimini prima per crescita

Al Nord pro-capite quasi doppio del Sud
Milano prima con 67.137 euro a testa
Record dell’agricoltura dal 2005
L’industria perde peso
Rimini vince la corsa del valore aggiunto con un aumento del 3,92%, tallonata sul podio da L'Aquila (+3,69%) e Bologna (+3,39%) a fronte di un incremento del 2,30% della media nazionale nel 2025 rispetto al 2024. È quanto emerge dall’analisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere sul valore aggiunto provinciale a valori correnti del 2025.
Ma la geografia della crescita cambia sensibilmente se si guarda, in particolare, ai settori più dinamici. Fermo (+22,27%), Pesaro e Urbino (+20,55%) e Ascoli Piceno (+18,90%) registrano aumenti più consistenti in agricoltura che, nel complesso, cresce più degli altri comparti (+6%) soprattutto al Nord (+10,08%) rispetto al Mezzogiorno (+1,24%). Mentre L'Aquila (+13,31%), Teramo (+11,92%) e Chieti (+11,92%) guidano la classifica delle costruzioni che con un incremento del 3,43% è il secondo settore per “velocità” di passo, con il Centro che segna il ritmo (+5,03%) staccando il Settentrione (+4,6%) e, più marcatamente, il Mezzogiorno (+1,09%).
“La crescita del valore aggiunto conferma la capacità di tenuta del sistema produttivo italiano, ma i dati evidenziano anche divari territoriali e segnali di rallentamento in comparti strategici come l’industria”, commenta il presidente di Unioncamere Andrea Prete. “La sfida è trasformare la crescita in uno sviluppo più solido e diffuso, sostenendo le imprese negli investimenti, nell’innovazione e nell’apertura a nuovi mercati. Per farlo, è fondamentale partire dalle specificità dei territori: il sistema camerale, grazie alla sua presenza capillare e alla conoscenza diretta delle economie locali, può contribuire a individuare i fabbisogni delle imprese e accompagnarle nei percorsi di crescita e competitività”.
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