Agroalimentare, a settembre rincari per gli ortaggi e le carni bovine. Ulteriore calo per l’olio di oliva
A settembre, tra i prodotti freschi, si sono osservati aumenti per i prezzi all’ingrosso di ortaggi e carni. Le ondate di calore registrate nei mesi estivi hanno compromesso le produzioni delle orticole e ridotto la disponibilità sui mercati all’ingrosso. I rincari mensili più marcati hanno interessato pomodori, lattughe, melanzane, zucchine, fagiolini e finocchi.
Nel comparto frutticolo si è osservato un andamento complessivamente più stabile. In aumento anche i prezzi delle carni, sostenuti soprattutto dai rialzi delle carni bovine. Segno “più” anche per le carni di pollo mentre le carni suine hanno registrato un’inversione di tendenza, con quotazioni in calo. Lieve aumento per le uova. Tra i prodotti lavorati, si segnalano i rincari degli sfarinati di grano, sulla scia dei rialzi delle quotazioni di grano duro e grano tenero. Prosegue la flessione dell’olio di oliva, condizionata dall’elevata disponibilità di giacenze, mentre si registrano nuovi aumenti per il burro e lievi rialzi per gli oli di semi. Sostanzialmente stabile il comparto dei vini sfusi.
Nel settore ittico, il fermo pesca in Adriatico ha sostenuto le quotazioni di numerose specie, mentre la ripresa delle attività nella seconda parte del mese ha determinato ribassi per mazzancolle e triglie. Nel complesso, i prezzi del pescato si sono mantenuti generalmente su livelli superiori rispetto allo scorso anno.
Questi i dati di sintesi del mese di settembre dei prezzi all'ingrosso del settore agroalimentare in Italia, rilevati dalla Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) in collaborazione con Unioncamere.
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