Impresa donna: la solidità vince sul numero

In lieve flessione rispetto al 2024 (-0,3%) le imprese femminili crescono di dimensione e struttura
Un piccolo passo indietro nei numeri (-0,3% nel 2025 rispetto al 2024, poco più di 4mila in meno) ma un salto di qualità: nella platea del milione e 303mila imprese femminili registrate a dicembre scorso, le aziende con un maggior numero di addetti, più forti e strutturate, stanno prendendo il posto delle piccole imprese al femminile.
A mostrarlo è l’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile di Unioncamere, realizzato con il supporto di SiCamera e Centro studi Tagliacarne, in occasione della prima tappa, in
partenza da Lucca, dell’edizione 2026 del Giro d’Italia delle donne che fanno impresa. Il roadshow, promosso da Unioncamere con il coinvolgimento dei Comitati per
l’Imprenditoria Femminile, è inserito nel Piano Nazionale dell’Imprenditoria Femminile, gestito da Invitalia in collaborazione con Unioncamere, per conto del Ministero delle
Imprese e del Made in Italy e finanziato dai fondi europei del Next Generation EU.
“I dati 2025 fanno emergere tendenze interessanti per quanto riguarda le imprese femminili”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “L’impresa piccola e diffusa, prossima in alcune sue forme all’autoimpiego, tende a lasciare il posto a realtà produttive più articolate e capaci di competere sul mercato. È un segnale positivo che registriamo ormai da tempo”.
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