Paolino Bacci S.r.l.
Sede
Informazioni storiche
Officina meccanica per la produzione di macchine speciali per la lavorazione del legno.
Dopo aver frequentato le scuole professionali (il cosiddetto “avviamento”) Paolino Bacci venne assunto come operaio presso la O.M.T. (Officine Meccaniche Toscane), con sede a Pontedera, produttrice di macchine agricole. Diventò qui ben presto capo reparto. Nel 1918, Paolino, intravvedendo possibilità sul territorio decise di mettersi in proprio allestendo a Cascina un piccolo capannone nel quale la moglie e le sorelle producevano sapone (altra attività della famiglia Bacci all’epoca), mentre lui si dedicava alla produzione di seghe a nastro per il taglio del tavolame. La sega a nastro era infatti all’epoca una macchina basilare per l’industria del mobile e quindi molto richiesta. Queste macchine venivano costruite con criteri di grande robustezza e caratteristiche di affidabilità. Alle seghe a nastro venne in seguito affiancata la produzione di pialle a filo (il popolare “sbozzino”), pialle a spessore e toupie. Tutte macchine fondamentali al tempo per i produttori di mobili cascinesi, che nel frattempo continuavano a crescere anche grazie alla nuova strumentazione. Mentre la produzione di famiglia continuava, il figlio di Paolino, Giuseppe Bacci, dopo il servizio militare, venne assunto dalla Piaggio di Pontedera, dove presto raggiunse la posizione di capo reparto dando prova di grandi capacità tecniche. Nel tempo libero, collaborava con il padre disegnando nuove macchine per la Bacci. Alla fine della Seconda guerra mondiale Giuseppe entrò a tempo pieno nell’impresa di famiglia. Grazie al suo contributo l'azienda decise di concentrarsi su una produzione di nicchia: non più quindi macchine convenzionali, troppo esposte alla concorrenza, bensì macchine più specializzate, rivolte alla produzione in serie di determinati componenti. Il settore su cui ci si orientò fu quello della sedia in legno, che negli anni ’50 vide nascere una grande concentrazione produttiva in Friuli. Giuseppe Bacci rivoluzionò con macchine sempre più innovative le tecnologie produttive della sedia e questo in pochissimi anni, fino al 1966 (data della sua morte). Nel giro di qualche decennio, in seguito al crollo della produzione di sedie in Italia e alla concorrenza dei produttori asiatici (Cina, Taiwan), nei primi anni ’90 l'azienda iniziò a focalizzarsi sulla produzione di ‘centri di lavoro a controllo numerico a 5 assi interpolati’, le cui applicazioni andavano oltre il campo della sedia. Si trattava di una tipologia di macchine caratterizzata da una grande flessibilità di impiego, che consentiva all’azienda di rivolgersi ai produttori di mobili, ai modellisti, ai produttori di barche, di fucili ecc. nonché di poter entrare nella produzione di componenti in plastica, alluminio e materiali compositi. Oggi, insieme ai macchinari CNC per la lavorazione del legno e non solo, l'azienda, tramite la consorella "Bacci Automation" ha iniziato a inserirsi anche nell'ambito dell'automazione e integrazione robotica nei processi industriali.