Cerca

VARESE - Presentata ricerca sul valore dell'economia sociale

non profit

Il Centro Congressi Ville Ponti ha ospitato la presentazione della ricerca "Economia sociale e collaborazione tra imprese profit e non profit. Evidenze e opportunità per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità", promossa dalla Camera di commercio di Varese in collaborazione con il Centro CreaRes dell’Università degli Studi dell’Insubria. L'incontro si è configurato come un laboratorio progettuale aperto per consolidare le sinergie tra il mondo profit e non profit del territorio, traducendo le evidenze scientifiche in interventi tangibili anche nell'ambito del collocamento mirato. Al centro del confronto, dal carattere fortemente operativo, vi è stata infatti la necessità di avviare un percorso condiviso, capace di far emergere nuovi spunti progettuali. La ricerca descrive un'evoluzione del Terzo Settore verso il modello europeo di "Economia Sociale": gli enti non vengono più visti come meri attori assistenziali, ma come soggetti chiave per la sostenibilità e l'inclusione attiva.  Questa evoluzione si evince dai dati ISTAT che riguardano il territorio di Varese (2018-2022), che mostrano un comparto cooperativo locale solido, resiliente e in forte crescita dimensionale, capace di generare da solo quasi il 70% del valore aggiunto dell'intero mondo cooperativo provinciale, con un’attenzione rivolta ai servizi di welfare, sanità e istruzione. Questo quadro di stabilità economica rappresenta una base preziosa per favorire una maggiore convergenza e superare i nodi ancora aperti nei rapporti tra profit e non profit. 

A questo proposito, il presidente Mauro Vitiello ha dichiarato: “Come Camera di commercio vogliamo essere facilitatori di un capitalismo etico, dove la collaborazione tra profit e non profit sia una leva di innovazione per tutto il territorio di Varese. Oggi, sulla carta, siamo all’avanguardia: le norme permettono di progettare inserimenti lavorativi su misura, modificando postazioni e uffici. Ma la realtà si scontra con l'evoluzione del mercato. Le nostre imprese tecnologiche e di servizi non producono beni fisici e faticano a trovare attività pratiche da appaltare all’esterno. È proprio qui che dobbiamo superare le vecchie logiche per costruire una partnership strategica: aiutando questi due mondi a dialogare, possiamo possiamo colmare il divario tra teoria e pratica, trasformandolo in un'opportunità di vera co-progettazione”.

“La ricerca ha fatto emergere come l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità rappresenti oggi una sfida cruciale, ma anche un’opportunità concreta di innovazione per il sistema economico e sociale, - commentano i professori Rossella Locatelli e Andrea Uselli, curatori della ricerca - in un contesto di forte trasformazione, anche identitaria, del Terzo settore e delle sfide strategiche poste alle imprese profit. La mappatura svolta ha evidenziato come, accanto a esperienze virtuose, persistano barriere culturali e spazi di miglioramento nell’applicazione della normativa. In questo contesto, rafforzare la collaborazione tra imprese profit, cooperative e istituzioni è fondamentale per costruire percorsi inclusivi più efficaci e duraturi, verso modelli replicabili e in grado di generare valore per l’intero territorio”.

Per superare queste rigidità, lo studio ha mappato diverse buone pratiche nazionali, come i percorsi di attivazione sociale in Piemonte, il modello di finanziamento pubblico-privato in Veneto, le riserve di appalti in Umbria e le adozioni lavorative a distanza a Lecco e Bergamo. L’incontro ha avuto tra i suoi obiettivi quello di esplicitare e raccogliere spunti sulla precisa agenda d'azione per i prossimi mesi, articolata su quattro pilastri operativi per trasformare ancora di più le singole sperimentazioni in un sistema strutturato. In primo luogo, si propone una Governance congiunta attraverso una Regia Unica Pubblica per coordinare in un tavolo territoriale uffici per l'impiego, imprese e cooperazione sociale. Il secondo obiettivo è l’Istituzionalizzazione delle buone prassi, per dare stabilità normativa regionale a eccellenze nate proprio nella provincia di Varese, come il "Progetto Sociale al Quadrato" (il modello di sponsorizzazione pubblica attiva dal 2019) e le storiche Isole Formative nate nel 1981. La terza linea d'azione punta a un’Evoluzione culturale che spinga le imprese profit a considerare l'inclusione lavorativa non come un obbligo burocratico, ma come una leva strategica legata ai criteri ESG, stimolando al contempo il non profit a proporsi come partner imprenditoriale competente. Infine, la quarta direttrice punta su Innovazione e centralità della persona, promuovendo investimenti in intelligenza artificiale, tecnologie abilitanti e ausili digitali per aprire alle persone con disabilità le porte di mansioni complesse e ad alto valore aggiunto, garantendo il loro coinvolgimento diretto nei processi decisionali.

La seconda parte dell’incontro ha visto il mondo economico e sociale varesino confrontarsi direttamente proprio per arrivare a tradurre queste linee guida in pratica. Attraverso una tavola rotonda che ha previsto il confronto tecnico tra i rappresentanti di Confcooperative, Confindustria, Confartigianato e Confapi, l'evento ha mosso il primo passo di un percorso comune. Ci si propone di rendere stabile e continuo il dialogo tra associazioni di categoria, imprese ed enti del Terzo settore, che possano agire come veri e propri co-progettisti delle soluzioni di welfare aziendale, attraverso contratti di rete utili per lo scambio di prestazioni e istituti come la codatorialità o il distacco. Con la chiusura dei lavori odierni, Camera di Commercio, Università dell’Insubria e i componenti del tavolo di lavoro sull’economia sociale operante su impulso dell’ente camerale, avviano ufficialmente la fase operativa, definendo gli indirizzi per i prossimi tavoli tecnici territoriali che avranno il compito di dare forma e concretezza alle azioni delineate. Il confronto ha inoltre evidenziato come l’inclusione lavorativa non possa essere più interpretata esclusivamente come risposta ad un obbligo normativo o a un bisogno sociale, ma come leva strategica per generare innovazione, sostenibilità e competitività. In questa prospettiva, l’economia sociale si configura come una componente sempre più rilevante dello sviluppo territoriale, capace di mettere in relazione imprese, cooperative, istituzioni e comunità locali nella costruzione di nuove forme di valore condiviso. La ricerca presentata a Ville Ponti consegna quindi al territorio varesino oltre che una fotografia dell’esistente, anche una prospettiva di lavoro condivisa: mettere a sistema le iniziative già attive, affinché l'inclusione lavorativa diventi pratica ordinaria, capace di generare valore economico e sociale insieme. Dunque, la sfida che si apre è quella di dare continuità al percorso di ricerca e confronto avviato, traducendolo in un impegno condiviso capace di incidere in modo duraturo sul futuro economico e sociale del territorio. 

 

Aggiornato il