Donne e lavoro: in Italia il divario cresce nel tempo e arriva al 28,7% nelle pensioni

Nel Mezzogiorno oltre il 30% delle donne resta fuori dal lavoro e il carico familiare supera il 70%
In Italia le disuguaglianze di genere non sono un fenomeno statico, ma un processo che si costruisce e si amplifica nel tempo - il prodotto di una combinazione di elementi culturali, istituzionali e organizzativi che si alimentano reciprocamente, generando un circolo vizioso difficile da spezzare con interventi settoriali. Se all’ingresso nel mercato del lavoro il divario può apparire contenuto, nel corso della vita professionale tende ad allargarsi progressivamente, fino a tradursi in un gap pensionistico del 28,7% a sfavore delle donne.
È quanto emerge dalla nuova edizione del Rapporto Italia Generativa (consultabile nella sua versione integrale al link https://www.italiagenerativa.it/rig2025/) realizzata dal Centre for the Anthropology of Religion and Generative Studies (ARC) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore promossa da Fondazione Poetica e supportata da Unioncamere, presentata oggi a Roma, dedicata ad indagare la condizione delle donne che lavorano e intraprendono in Italia.
Il lavoro di ricerca è stato introdotto da Andrea Prete, presidente di Unioncamere, presentato dai ricercatori del Centro di Ricerca ARC dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Gianluca Truscello e Patrizia Cappelletti e approfondito da Mauro Magatti, economista e sociologo Presidente di Fondazione Poetica.
A seguire, una tavola rotonda sui principali temi sollevati dal Rapporto, in cui sono intervenute Loretta Credaro (presidente Camera di commercio di Sondrio e presidente Isnart), Daniela Fumarola (segretaria generale della CISL), Elena Goitini (AD BNL BNP Paribas e responsabile di BNP Paribas per l’Italia) e Stefania Proietti (presidente della Regione Umbria) guidate dalla moderazione di Antonella Baccaro (Caporedattrice Corriere della Sera).
Le conclusioni sono state affidate alla Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità, On.le Eugenia Maria Roccella.
“La necessità di un riequilibrio – culturale, sociale, economico – tra generi è inderogabile” - commenta Andrea Prete, presidente di Unioncamere - “Guardando solo all’aspetto economico, l’Italia non sta valorizzando a sufficienza una risorsa preziosa, quella femminile, sottostimandone le potenzialità. Favorire l’ingresso e la permanenza al lavoro delle donne, supportandole anche nell’avvio di una attività in proprio è la strada maestra per assicurare sviluppo al nostro Paese. Attraverso la rete dei Comitati per l’imprenditorialità femminile, da quasi trent’anni Unioncamere e le Camere di commercio promuovono iniziative a sostegno della nascita e diffusione delle aziende guidate da donne. Un impegno che è proseguito anche con il PNRR, sia per far crescere l’universo femminile che fa impresa (che conta oltre 1,3 milioni di realtà), sia per la certificazione della parità di genere da parte delle imprese”.
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