Cerca

Celato Rito Srl

Logo
Forma Giuridica
S.r.l.
Camera di Commercio
CCIAA Treviso-Belluno
Settore
Artigianato
Sito web
www.celatorito.it
Email Impresa
info@celatorito.it

Sede

Indirizzo
via Erizzo n. 118
Cap
31044
Comune
Montebelluna
Provincia
Treviso

Informazioni storiche

Attività Storica
Lavorazione del ferro
Indirizzo Sede Storica
via dei Celato - Stradone del Bosco
Cap Sede Storica
31044
Comune Sede Storica
Montebelluna
Provincia Sede Storica
Treviso
Data dichiarata avvio attività
1811
Descrizione Attività storica

Fabbricazione oggetti in ferro, in rame e altri metalli.

Profilo storico

La storia della famiglia Celato nell’ambito del lavoro del ferro è molto antica. Le attestazioni più lontane nel tempo fanno riferimento a un documento presente negli archivi della Diocesi di Vicenza, datato 1642, che registra un avo di nome Stefano come “mj Steffano Celato favro”, ovvero “maestro Stefano Celato fabbro”. Nel corso dei decenni i Celato spostarono la loro attività di fabbri dal Brenta al Piave, sempre vicini ad un fiume o canale dove vi era la possibilità di utilizzare la forza idraulica per far muovere il maglio per lavorare il ferro ed il mantice per alimentare il fuoco. Per tutto l’Ottocento si proseguì la tradizione artigiana prima con un antenato di nome Giovanni Battista, maggiaro, lavoratore del maglio, poi passando al figlio Giovanni e ancora al nipote Luigi. Fu proprio Luigi Celato nel 1890, con i suoi fratelli, ad acquistare dalla famiglia Nardi un antico maglio a Pederiva di Montebelluna (oggi in corso di ristrutturazione per divenire museo d’impresa). Dai racconti di famiglia la gestione del maglio di Pederiva si affiancava al lavoro presso Rivasecca: si partiva all’alba da Ciano per arrivare a Pederiva a piedi; si avviavano le forge e si cominciava a battere il ferro. Alla sera, neri per il fumo e il ferro, ci si lavava nell’acqua calda del recipiente usato per raffreddare i pezzi lavorati e si ritornava a casa a piedi. Il Novecento si aprì con difficoltà e preoccupazioni. Il lavoro presso il maglio proseguiva nonostante tutti gli uomini abili venissero chiamati a partecipare alla Prima guerra mondiale. Il blocco del lavoro, la deportazione degli abitanti della zona e i danni causati dal passaggio degli eserciti portarono “fame” per l’attività. La fine della guerra vide il ritorno a casa dei soldati, la ripresa del lavoro e l’avvento del progresso che toccò anche il maglio Celato. Era l’era dell’elettricità e i Celato rinnovarono le attività di mulino e maglio che poté riprendere e anzi evolvere. Dalla lavorazione di fabbro ferraio, con la produzione e riparazione degli attrezzi agricoli, si passò alla lavorazione del ferro per motivi estetici di arredamento e successivamente con la produzione di portavasi e portafiori in metallo. Di generazione in generazione, giunti almeno alla sesta (undicesima se si parte dal 1642), i Celato continuano l’attività, lavorando oltre al ferro anche altri metalli nel settore nel design e dell’arredamento con caratteristiche uniche e soluzioni innovative e non convenzionali, molteplicità di dimensioni e eco-compatibilità, utilizzando metalli riciclabili come il rame e l'alluminio.

Immagini

Il maglio storico il cui ultimo utilizzo risale alla fine degli anni Sessanta. E' in corso il progetto di ristrutturazione e farà parte del museo d’impresa
Lavorazione ricciolo del ferro: finitura particolare