Schiavi S.p.a. - Impresa di costruzioni
Sede
Informazioni storiche
Muratori, falegnami, fabbri; attività di costruzioni.
Almeno dal 1819 e ancora nel 1895, come documentato negli archivi comunali e parrocchiali, la famiglia Schiavi esercita a Bossico mestieri nel campo delle costruzioni che, soprattutto in territorio montano, contemperano spesso saperi da muratore, falegname, fabbro insieme. L’impresa passò a Maffeo e Giorgio Schiavi, artisti di Bossico. Nei registri sacramentali della Parrocchia di Bossico, l’atto di morte per Giorgio Schiavi (1899) lo conferma muratore, falegname e fabbro. In quest’arte era stato formato dal padre Maffeo e a sua volta lui formò i propri figli Ermenegildo, Maffeo e soprattutto Francesco (1856-1900). L’attività di fabbro e falegname sembrò nei decenni gradualmente diventare secondaria preferendo sempre più quella di muratore. L’attività, fin dalle origini non è mai stata individuale, ma ha sempre coinvolto ampiamente la famiglia. Questa coincidenza tra famiglia e impresa spinse un giovane Schiavi, Giorgio fu Maffeo (1884), verso l’ambizione della laurea in Ingegneria. Il ragazzo si iscrisse presso l’ateneo di Torino e quindi presso quello di Padova ma, a pochi esami dalla tesi, vestì la divisa alpina e cadde nel 1916 presso Malga Cosmagnon sul Monte Pasubio, meritando la medaglia d’argento al valore militare e il titolo di ingegnere ad honorem. Sette mesi dopo, in località Robbia sul Monte San Michele, cadde anche il soldato del Genio Giorgio Schiavi fu Francesco (1895), suo omonimo cugino. Le due morti in trincea funestarono la casa dei costruttori Schiavi di Bossico al punto da arrischiarne il prosieguo d’attività: coraggiosamente, il superstite Luigi Schiavi fu Francesco (1899), cugino del primo caduto e fratello del secondo, prese su di sé il compito di dare visione e prospettiva all’arte familiare, iscrivendosi nel 1928 alla Camera di Commercio di Bergamo con la ragione sociale di Impresa Schiavi S.p.a. I figli e i nipoti di costui proseguirono il secolare impegno di costruire a regola d’arte. Nel 1937 l’attività, ormai esclusivamente edile, arrivò ad assumere quindici operai. Era l’Impresa Schiavi Luigi pronta a riedificare l’Italia oltre i due conflitti mondiali, rilanciando l’attività di famiglia oltre i confini di Bossico: scuole, case, palestre, municipi, chiese. Il cav. Luigi Schiavi coinvolse, come da tradizione, ampiamente i figli nell’impresa di famiglia. Nel 1967 la società, denominata “Impresa Luigi Schiavi” e quindi “Impresa Luigi Schiavi dei Fratelli Schiavi” (figli di Luigi), si trasformò in società in nome collettivo e, nel 1981, modificò nuovamente la ragione sociale in Impresa di Costruzioni Edili Luigi Schiavi S.p.a. Nel 1990 assunse l’attuale denominazione di Schiavi S.p.a. – Impresa di costruzioni. Dalla sede storica di Bossico a quella attuale di Bellusco, si incrementò gradualmente sia l’attività edile sia il capitale sociale che, nel 2020, passò da tre a quattro milioni di euro: un investimento a conferma della vocazione costruttiva, che attraversa almeno due secoli e sei generazioni della famiglia Schiavi.