Italia terza in Europa per brevetti green, presentato a Roma il rapporto "Competitivi perché sostenibili"
“L’Italia ha compiuto grandi passi avanti nella brevettazione green (+44,4% tra 2012 e 2022) ma resta ancora una distanza significativa dalla Germania e dalla Francia”. “Dietro ad ogni brevetto c’è un investimento in ricerca e innovazione di imprese, Università e Centri di ricerca, ma l’investimento non basta se non si tutela la proprietà intellettuale con i brevetti. E sempre di più anche il sistema del credito e della finanza ne valorizza il possesso come asset del capitale delle imprese per la concessione dei prestiti”.
Queste le parole del segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, nel corso della presentazione dello studio "Competitivi perché sostenibili", realizzato congiuntamente da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con Dintec e il Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, tenutasi lo scorso 17 febbraio presso il ministero delle Imprese e del made In Italy.
Il rapporto analizza l’eco-innovazione italiana attraverso lo studio dei brevetti green, offrendo una lettura originale dei settori e dei territori in cui l’innovazione sostenibile si concentra. I dati mostrano come l’Italia sia tra i primi tre Paesi europei per numero di brevetti ambientali e per diffusione tra le imprese, confermando il forte legame tra sostenibilità e competitività del sistema produttivo e il ruolo centrale degli investimenti green nel Made in Italy.
Insieme al segretario generale Giuseppe Tripoli, ha introdotto i lavori Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola. Il report è stato presentato da Antonio Romeo, dirigente Area Innovazione e Digitale Unioncamere, Registro Imprese”. A concludere l'evento l'intervento del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
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