FIRENZE - Mediazione e arbitrato, in Camera di commercio confronto fra avvocati di Barcellona e Firenze

Si è parlato di mediazione e arbitrato nell’incontro, che si è svolto nel pomeriggio di giovedì 1 ottobre alla Camera di commercio di Firenze, fra rappresentanti degli Ordini degli avvocati di Firenze e di Barcellona. Un’occasione, per gli avvocati catalani, di approfondire la conoscenza del modello della mediazione obbligatoria, realtà già ampiamente consolidata nel sistema italiano dal 2010 per alcune materie, e che è entrato in vigore in Spagna nel 2025.
Non solo mediazione, però: l’incontro è servito a fare un focus anche sull’istituto dell’Arbitrato, amministrato a Firenze dalla Camera arbitrale congiunta tra Camera di commercio, Consiglio notarile, Ordine degli avvocati e Ordine dei commercialisti. E’ uno strumento con cui l’ecosistema giuridico ed economico fiorentino ha saputo dar vita ad una importante sinergia istituzionale, volta a garantire la qualità e l’indipendenza nella risoluzione delle controversie, oltre che notevoli risparmi economici e tempi più brevi rispetto alla giustizia ordinaria.
La delegazione dell’Ordine degli avvocati fiorentini è stata guidata dall’avvocato Laura Capacci, mentre quella spagnola, composta da sette è professionisti, da un avvocato fiorentino, Alessandro Pieralli, che da tempo ha sviluppato la propria attività nel capoluogo catalano. La delegazione della Camera di commercio è stata guidata dalla dirigente responsabile di settore Brunella Tarli.
“La visita si è svolta nell’ambito del gemellaggio fra gli Ordini degli avvocati di Firenze e Barcellona”, ha spiegato Capacci. “Il sistema della Camera di commercio di Firenze rappresenta un punto di riferimento interessante perché ha funzionamento differente rispetto a quello spagnolo: in Italia, ad esempio, il registro delle imprese è tenuto dalla Camera di commercio, mentre in Spagna opera in maniera completamente diversa”, ha aggiunto Pieralli. E infine Tarli: “Pensiamo sia stato utile aver presentato il funzionamento e i dati del modello di mediazione civile e commerciale italiana, che nell’era della riforma Cartabia si è voluto improntare ancor più ad efficienza e rigore”.
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