PUGLIA - A “I Colori dell'Energia” il presidente di Unioncamere Puglia Cesareo e il presidente di Unioncamere nazionale Prete

«Dobbiamo ridurre la dipendenza energetica dall'estero, passando dal 79% a meno del 50%. Le tensioni geopolitiche e l'incertezza degli approvvigionamenti alimentano l'inflazione, fanno crescere i costi di produzione e si ripercuotono pesantemente sulle imprese e sul potere d'acquisto delle famiglie. La crisi dei carburanti che sta interessando la Puglia rende ancora più evidente quanto sia vulnerabile il nostro sistema energetico e quanto sia urgente accelerare la transizione».
Lo ha dichiarato Vincenzo Cesareo, presidente di Unioncamere Puglia, intervenendo oggi nella seconda giornata de “I Colori dell'Energia”, al Castello Alfonsino di Brindisi. Una giornata che ha visto la partecipazione, in apertura, anche del presidente nazionale di Unioncamere, Andrea Prete.
Le dichiarazioni arrivano mentre la Puglia è alle prese con una diffusa carenza di benzina e gasolio, con numerosi distributori rimasti a secco e ripercussioni sulle attività economiche e sulla mobilità. Una situazione determinata dai blocchi dei rifornimenti dalla raffineria Eni di Taranto, nell'ambito delle proteste legate alla vertenza ex Ilva, con difficoltà nella distribuzione dei carburanti anche dopo la rimozione dei blocchi.
«Le imprese non solo sono pronte alla transizione, ma stanno governando questo processo. Sono spesso proprio le aziende a sollecitare le istituzioni affinché si acceleri il cambiamento», ha aggiunto Cesareo, richiamando le opportunità offerte dalla filiera dell'idrogeno, già presente nell'area adriatico-ionica, dai sistemi di accumulo a batterie (BESS), dalle Comunità Energetiche Rinnovabili e, in prospettiva, dal nucleare di nuova generazione e piccola taglia.
Cesareo è intervenuto nel panel “La PA al centro della transizione energetica: strategie di efficientamento del patrimonio edilizio pubblico e sanitario pugliese”, dedicato alle opportunità economiche e ambientali dell'efficientamento di scuole, ospedali e uffici pubblici, che può tradursi in risparmi per le amministrazioni e nuove opportunità di mercato per le imprese della progettazione, dell'impiantistica, della manutenzione e della digitalizzazione.
«La transizione energetica non si fa per decreto. Servono istituzioni capaci di programmare, imprese pronte a investire e una Pubblica amministrazione che non rallenti il cambiamento. Dietro ogni edificio pubblico che diventa più efficiente c'è una filiera di imprese che può crescere. Ma occorre semplificare le procedure e mettere a sistema gli strumenti già disponibili, senza moltiplicare strutture e passaggi burocratici. Il tempo amministrativo è esso stesso un fattore di competitività e un ritardo burocratico può trasformarsi in un ritardo industriale», ha detto Cesareo.
In questo percorso il sistema camerale può svolgere una funzione di raccordo tra imprese e Pubblica amministrazione. Unioncamere Puglia, insieme alle Camere di commercio di Bari, Foggia e Brindisi-Taranto, sta lavorando attraverso il Fondo Perequativo 2025-2026 “Transizione energetica e sostenibile”, con attività di assistenza tecnica individuale alle imprese, laboratori territoriali e iniziative dedicate alla diagnosi energetica, all'economia circolare e alla misurazione degli impatti ambientali.
«La transizione non consiste semplicemente nel sostituire una fonte energetica con un'altra – ha concluso Cesareo –. Stanno cambiando le rotte dell'industria, della tecnologia, degli investimenti e della competitività. Il modello Brindisi, che mette insieme istituzioni, imprese e operatori, dimostra quanto sia importante costruire una strategia condivisa. La centralità non si eredita, si costruisce».
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