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NUORO - Pane Carasau di Sardegna e Pane Pistoccu d’Ogliastra, prosegue l'iter verso l’IGP

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Si è svolto nei giorni scorsi, presso la Sala Conferenze della Camera di commercio di Nuoro, l’incontro “Pane Carasau di Sardegna IGP e Pane Pistoccu d’Ogliastra IGP: il percorso di riconoscimento e le opportunità per il territorio”, dedicato allo stato dell’iter di registrazione delle due Indicazioni Geografiche Protette e alle ricadute attese per filiera, identità e posizionamento sui mercati.

Ad aprire i lavori, insieme ai saluti istituzionali, è intervenuto anche il Sindaco di Nuoro, Emiliano Fenu, che ha richiamato l’importanza di rafforzare il riconoscimento delle produzioni identitarie in un contesto di crescente competizione e globalizzazione.

Nel suo intervento, il presidente della Camera di commercio di Nuoro, Agostino Cicalò, ha ricordato l’impegno personale profuso per avviare il percorso di riconoscimento già anni fa: “La Camera di commercio di Nuoro si è spesa in prima persona per mettere in moto questo iter, ritenendo che fosse una strada da percorrere. Il pane carasau è un prodotto simbolo, conosciuto come il mirto e il pecorino: non è solo un alimento, ma identità. E ha un potenziale importante, anche perché una parte rilevante della produzione viene venduta fuori dalla Sardegna. L’obiettivo oggi è arrivare al traguardo dell’ottenimento dell’IGP”.

A fare il punto sul quadro tecnico e normativo è stato Gianfranco Cubadda (Bioeco Srl), che ha ricordato come l’IGP sia “uno strumento giuridico europeo che lega il prodotto al territorio, tutelato dalla legge”: “Non è un semplice bollino: è un salto di livello, dal prodotto tradizionale a un prodotto protetto in tutta Europa”. Sul percorso di riconoscimento sono intervenuti anche i consulenti Maria Antonietta Dessì e Piergiorgio Chelucci (Bioeco Srl), illustrando lo stato dell’iter: disciplinari chiusi e presentati a Regione e Ministero, ora in attesa del primo riscontro del MASAF. Dessì ha sottolineato il valore della certificazione come garanzia per il consumatore e l’apertura dei Comitati ai produttori in possesso dei requisiti; Chelucci ha evidenziato come l’IGP possa generare sviluppo e trasmissione del sapere: “Non è solo pane: è identità e crescita per il territorio”.

Dalle voci dei produttori è emerso con forza il tema della massa critica e della partecipazione. Fabrizio Di Napoli, presidente del Comitato Promotore IGP Pane Carasau di Sardegna, ha rilanciato l’invito a rafforzare l’adesione, puntando su innovazione e differenziazione del prodotto e valorizzando il ruolo dei giovani nelle aziende. Alessia Demurtas, vicepresidente del Comitato Promotore IGP Pane Pistoccu d’Ogliastra, ha ribadito la volontà di portare a compimento un percorso avviato molti anni fa e l’obiettivo di tutelare la tipicità del prodotto anche attraverso processi coerenti e una maggiore attenzione alle materie prime sarde. In collegamento è intervenuto anche Davide Ferreli, presidente del Comitato Promotore IGP Pane Pistoccu d’Ogliastra, sottolineando il potenziale del pistoccu e l’importanza di rendere la qualità riconoscibile dai mercati, anche grazie a competenze nuove.

Durante l’incontro è stato presentato il lavoro di identità visiva con l’intervento di Mattia Musio, responsabile dell’ideazione dei loghi. Ampio spazio è stato dedicato al punto di vista del mercato e della grande distribuzione: Michele Orlandi, Direttore Rete CONAD Sardegna, insieme al rappresentante del Gruppo IBBA – CRAI Sardegna, ha affrontato i temi del posizionamento delle filiere DOP/IGP nella distribuzione organizzata e il valore delle linee dedicate nel rapporto con il consumatore.

Il focus su certificazione e controlli è stato affidato a Enrico De Micheli, direttore RINA Agrifood, che ha richiamato il ruolo degli organismi di controllo come garanzia di trasparenza e qualità nel sistema delle Indicazioni Geografiche. Nella sezione dedicata alle esperienze consolidate, Giorgio Fontana, componente del Consorzio per la Tutela del Grana Padano, ha illustrato i benefici della gestione collettiva di un marchio di qualità e l’importanza della governance di filiera. Le prospettive della DOP Economy sono state approfondite da Cesare Mazzetti, presidente della Fondazione Qualivita, con un focus su “Carasau e Pistoccu nella DOP Economy” e sulle strategie per una crescita sostenibile e territoriale.

Nelle conclusioni, l’Assessore regionale all’Agricoltura Francesco Agus ha sottolineato che pane carasau e pistoccu sono già presenti nella ristorazione e nella distribuzione nazionale, ma senza un marchio di tutela cresce il rischio di imitazioni e di perdita di valore per il territorio. Ha quindi richiamato la necessità di ricostruire la catena del valore, a partire dalle materie prime, oggi sempre più difficili da reperire e spesso poco remunerate per chi le produce. In questo quadro, Agus ha indicato nella DOP/IGP economy una leva strategica per rafforzare le filiere, aumentare il valore del prodotto trasformato e sostenere sviluppo e occupazione nel settore agroalimentare regionale.

L’incontro, moderato dal giornalista Giuseppe Deiana, si è chiuso con le domande del pubblico e con un buffet con degustazione, accompagnato dall’esposizione dei prodotti dei produttori aderenti ai Comitati promotori.

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